Un botto da 305
Alfredo Zapponi racconta bombardamenti a Roncalto, Asiago (VI) il 12 luglio 1916
Le granate da 305 sono i proiettili di artiglieria più temuti. Enormi, seminano morte e distruzione. Famoso il mortaio costruito dalla Skoda che raggiungeva una gittata superiore ai 12 chilometri
Pomeriggio
Festeggio bene il mio anniversario. Mentre dormivo oggi verso le 10 sono piovute alcune granate da 305 delle quali una ha investito in pieno il Comando del Reggimento. Fuggi-fuggi. Io colla solita calma che deve riuscire esasperante per gli altri, mi sono mosso lentamente senza scompormi. Decisamente io mi sento uno dei migliori nel reggimento, se non addirittura quegli che mantiene più saldamente il proprio sangue freddo. Ora siamo tornati agli alloggiamenti.
Oggi ci hanno comunicato un manifesto a firma del Com. C. A. Esso preannunzia una grande offensiva che dovrebbe aver avuto principio ieri e continuare per i giorni venturi, su tutti i settori. Chi sa se vi parteciperemo? Da ieri le nostre batterie fanno un bombardamento d’inferno. Il solito mal di testa.
Ore 21 1/2
Sotto la tenda. Chiudo la mia giornata così, semplicemente senza fatti salienti. Dietro la tenda del 2° tre spaventosi abissi segnano la caduta di altrettanti 305. Gli alberi divelti dalle radici più profonde cadono a raggiera verso l’esterno come i petali di un fiore mostruoso. Sul fondo blocchi e schegge. Una simile calamità fa pensare. In questo momento le nostre batterie che già tacevano da qualche ora, riprendono a quando a quando i loro schianti disturbatori.