Il soldato e il romanzo

Alessandro Vecchiotti racconta vita in trincea, freddo, orrori a Monte Mrzli, Tolmino, Slovenia il 19 dicembre 1916

20/01/1916


Cara Pia,

 

accidenti, ho passato 24 ore all'osservatorio di artiglieria al trincerone, da un'ora di ieri dopo mezzogiorno a un'ora di oggi, secondo il turno che si fa tra i subalterni di artiglieria qui. Per fortuna a un'ora di ieri ero ancora occupato in un tiro, in modo che non ci sono andato che alle tre. 

 

Il mio predecessore che a quanto pare ama la puntualità, o almeno la ama quando aspetta il cambio, se ne era già andato. Ci dovevo andare con due soldati ma a quell'ora le vicinanze del camminamento per andarci erano battute, e quindi ci sono andato con un soldato solo, quello che aveva più fegato, incaricando l'altro di portarmi più tardi il pasto. Ho trovato l'osservatorio.

 

L'osservatorio ha una pianta molto irregolare che non arriva a un metro quadrato di superficie e lì ho dovuto dormire. Poiché in uno spazio simile non ci può stare seduti a dormire con le gambe fuori, più di una persona, ho mandato a dormire i miei soldati nella loro baracca. Ci siamo lasciati con sguardi reciproci di profonda invidia e di profonda commiserazione. La sera ho tappato il buco delle osservazioni, ho accesa una candela e mi sono messo a leggere un romanzo che mi sono fatto prestare appositamente da un sergente di fanteria. E fino a mezzanotte gli Austriaci hanno fatto due riprese di fuoco da punti diversi. Di notte non sparano mai cannonate, sono molto regolari. Proprio ieri notte che c'ero io hanno sparato e mi toccava uscire, col freddo cane che faceva, e osservare perchè nell'osservatorio si vede meglio da fuori che da dentro. Poi loro hanno finito i tiri e io il romanzo. Mi sono infilato il pastrano e nel sacco a pelo involto nella mantellina ho spento il lume e buona notte. Ma la notte invece è stata orribile, col sacco a pelo così sulla terra, col soffitto composto di un semplice telo da tenda. Sentivo un freddo cane e così a terra sentivo un odore che credevo fosse pipì. Ho poi saputo che era l'odore dei cadaveri fuori dalla trincea. 

 

Questa mattina però ho fatto blindare l'osservatorio coprendolo di putrelle e di lamiere ondulate. Non ho potuto metterci sopra i sacchetti di terra per le fuciliate e per poco non me ne prendo una mentre con i miei soldati facevo il lavoro. Il blindamento era necessario perchè ad ogni arrivo di granate o di bombe, sul telo della tenda c'era una pioggia di terra e di rottami.

 

E stasera, tornato nel mio canile, con la mia branda mi pare essere in una vera camera.

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