Ucciso dal gas

Francesco De Peppo racconta gas, morti, orrori a Monte Coni Zugna il 24 luglio 1918

24 luglio

 

Rileggendo queste pagine mi sono accorto d’essere divenuto un pessimista filosofo.

Oggi giornata d'emozione, avendo avuto un morto in Batteria in seguito ad asfissia dei gas. Siamo stati avvolti dalla nube da un momento all'altro, senza quasi accorgercene, essendoci molto vento; e forse saremmo stati presi tutti alla sprovvista, se non fosse stata la sirena, due minuti prima, ad avvisarcene. Fortunatamente eravamo tutti forniti di maschera, che subito abbiamo applicato, meno uno, Berna, che l'aveva lasciata chi sa dove. L'abbiamo visto buttarsi con la faccia a terra per coprirsi la bocca e il naso di terreno, e non più rialzarsi.

Credevamo che forse la paura lo teneva in quella posizione, quando, avvicinatosi Muggia per alzarlo, è ricaduto di peso a terra, con la faccia rivolta a noi. Un viso terreo con un'espressione di dolore straziante, gli occhi e la lingua da fuori; quasi come un morto per strangolamento. Hanno sbottonato la giubba, e sentito i battiti del cuore, niente, morto.

M'ha fatto una pena ed un'impressione straordinaria; me ne sono andato in fureria per non vederlo, mentre gli altri l’hanno dato sepoltura. 

Eventi e luoghi