Il topo nella pagnotta

Francesco De Peppo racconta cibo, fame, vita in trincea a Monte Coni Zugna il 15 giugno 1918

Oggi m’hanno fatto uno scherzo così di cattivo gusto, che, se avessi potuto, mi sarei mangiati tutti in un sol boccone.

Mi conservo, come faccio sempre, una pagnotta per il secondo rancio, nel tascapane, e vado a lavorar di piccone, scoppiandomi un appetito diabolico.

Ma aspetto che arrivi la pasta asciutta per mangiarmi la pagnotta, non volendo rimanere poi senza pane. Finalmente arrivano le marmitte, mi faccio riempire la scatola di torrigiano di pasta e scappo sotto la tenda per prendere la pagnotta. La taglio in due... sprizzandone fuori del sangue tanto da sporcarmi tutto il vestito. L'apro completamente, e vi trovo dentro un ratto ucciso da un colpo di fucile, messo là dentro da una apertura accuratamente rinchiusa. Comincio a fare gridi indemoniati, tanto da far correre il Capitano, che mi fa dare un'altra pagnotta.

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