Raccapricciante
Francesco De Peppo racconta aeroplani, orrori, vita in trincea, morti a Monte Coni Zugna il 2 giugno 1918
2 giugno
Assisto a duelli d'aeroplani; ne cadono due (austriaci) di cui uno vicino la nostra Batteria. Colpito da proiettile antiaereo, si ferma un momento nell'aria, mentre tutto il cielo intorno a questi, si copre di nuvolette grigie, seguite da un piccolo sparo. Finalmente colpito altre volte comincia a volteggiare e a far capriole su se stesso, finché non s’abbatte al suolo. Che spettacolo raccapricciante! I corpi degli aviatori non si distinguono più, tale è lo sfacelo. Tutto il motore è sporco di sangue, e qui un braccio, la una gamba, a terra un groviglio di visceri, cervella, ed arti mutilati.
Ritorno pieno di tristezza e di melanconia. Poveretti! Anche loro forse, come l’abbiamo tutti, avevano una mamma, una sposa, un caro che l’aspettavano, anche loro forse in cuore loro maledivano questa guerra che l’obbligavano a combattere ed uccidere individui come loro, senza averli mai conosciuti, senza odio personale, ma solo perché fin dalla nascita, avevano inculcati a quegli esseri odiare individui che fossero nati in Italia, ed avessero il nome d’Italiano, come noi tutto quello che sa d'Austriaco.
Per tutta la giornata mi resta innanzi agli occhi lo spettacolo straziante di quei poveretti. Quanto è brutta la guerra, e quanto è più brutta la maniera che si combatte, essendo buona qualsiasi arma, qualsiasi strumento d’offesa. Non essendo la guerra che un duello moltiplicato migliaia di volte per se stesso, identiche dovrebbero essere le leggi d’onore. Se in un duello, l’avversario avesse la spada un po’ più lunga dell’altro si riterrebbe disonorato. Perché poi quello che è disonore per un uomo, non è infamante per una nazione? Perché si permette l’uso dei gas asfissianti? dei sottomarini? degli aeroplani che vengono a devastare città intere ed inermi? E perché infine si permette l’uso di tanti mezzi d’offesa sleali e diabolici?