Notti indimenticabili
Paolo Barzan racconta vita in trincea, cibo, paura a Forcella Longere, Tre Cime di Lavaredo il 14 agosto 1915
Barzan deve portare il rancio ai compagni. Muoversi a ridosso della prima linea è pericoloso, il rischio di finire sotto il tiro di qualche mitragliatrice austriaca è molto alto.
14 agosto 1915 notte
Siccome iero ero rimasto al campamento questa notte fui stato a raggiungere la compagnia portandoli il rancio la notte scurissima la neve fiocolava.
Tutte le notti finno il giorno 20 andavo portandoli il rancio e tutto quello che in giornata mi venivano chiesto, queste notti saranno indimenticabili; passare certi punti di corsa approfittando quando le loro mitraglie qualche minuto tacevano la notte del 19 era un pò seria essendo le mitraglie continuamente aperte – aspettai un mezz'ora a quel grosso sasso che si trova prima di arrivare al ciglio della forcella. Sentendo che le mitraglie non cercavano riposo e che l'ora era oltrepassata dicco il vero che feci il segno della S. Croce e poi discesi dalla forcella sotto il tiro della mitragliatrice, a sbalzi da un capo all'altro.
Quando arrivava ove trovavasi la mia Compagnia col detto rancio era i miei compagni tutti piattatti da un capo all'altro con qualche cinque centimetri di neve sopra la mantellina.
Il nostro riflettore essendo di maggior forza confondeva quello tedesco, i tedeschi lanciavano in aria moltissimi razzi per scoprire la compagnia.