Salvato da un sasso

Paolo Barzan racconta combattimenti, bombardamenti, orrori a Monte Piana (BZ-BL) il 7 giugno 1915

Il monte Piana è teatro di una delle più cruente e inutili battaglie combattute sul fronte alpino durante la Prima guerra mondiale. Per due anni, dal 1915 al 1917, italiani e austriaci si sono scontrati per conquistare la sommità del monte, senza che nessuno dei contendenti riuscisse a prevalere. Barzan è da poco giunto in prima linea, quando viene coinvolto in una violenta offensiva austriaca.

24 Maggio 1915

 

Mi trovavo a Misurina la quale le fortezze tedesche bombardarono (ore) 3 pomeridiane fino alle ore 9, noi erevamo accantonati nell’Otel Sorapis (Sorapiss, aperto a tutt'oggi, Ndr) la quale siamo subito usciti e rifugiati al vicino monte.

 

25 Maggio partiti da Misurina, si era per recarsi alle tre cime di lavaredo.

 

26-27-28 e 29 Maggio siamo rimasti al piano di Cengia facendo la guardia al confine.

 

30 Maggio notte ritornati a Misurina.

 

31 Maggio e 1°, 2 e 3 Giugno riposo a Misurina.

 

4 Giugno partiti da Misurina per il monte piana.

 

5-6 Giugno monte piana.

 

7 giugno i Tedeschi apprirono il fuoco dalle fortezze di Landro, Presvis e Raucosse (Rautkofel, Ndr) su di noi la quale subito sortiti dai campamenti siamo corsi in trincea la quale avevamo un Battaglione di Bavaresi che avanzavano su di noi.

 

Doppo un’ora che si arrevava sotto una pioggia di granate le nostre artiglierie aprirono il fuoco mandando in aria una mitragliatrice tedesca e respinsero nuovamente i tedeschi che ormai due plotoni della mia Compagnia erano già andati alla baionetta il combattimento durò 27 ore io ero collocato a sinistra di vedeta in compagnia di altri due soldati, la quale eravamo colocati a quindici metri circa uno dall’altro.

 

Le granate e sdrapel (shrapnel, Ndr) tedeschi scopiavano d’ogni parte seminando il monte di proiettili.

 

Disgraziatamente uno dei soldati di guardia che si trovava in mia compagnia a 15 metri li scopiarono un sdrapel all’altezza di un metro dalla testa la quale lo fragelò troncandoli per fino le bracci e tutto il resto.

 

Noi due altri soldati abbiamo avuto l’ordine di radopiare la vigilanza essendo l’altro ormai mancante.

 

Fortunatamente ove ero io collocato era un sasso dalla grandezza d’un metro cubo circa la quale pottei quel giorno salvarmi, le granate e sdrapel venivano di fronte, a destra e sinistra la quale giravo intorno questo sasso a secondo il fischio delle granate.

 

Le nostre perdite furrono di 20 uomini e 25 feriti. 

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