Una reazione che salva la vita

Luigi Stacconeddu racconta bombardamenti, nemici, feriti, decorazioni a Medea (GO) il 28 aprile 1916

Il 28 si dovette partire, tutto il Plotone per Medea, a lavorare col Genio e si doveva andare a lavorare al Ponte dell’Isonzo, dove il giorno 02/05/1916, alle ore 16.00, restavano vittime due miei intimi compagni, Mela Giovanni e Todeschi Pietro. La sera del cinque si fece ritorno a Visco, per il sette, si doveva andare in linea. La sera sempre del sette, si partiva da Visco alle ore 16.00, preceduti dalla bella e allegra fanfara e la sera stessa alle ore 22.00, si era a Sdraussina, dove fummo colti da un gran temporale.

 

Alle ore 24.00, si dava il cambio nella trincea di m. B., dove si stava non troppo bene. La sera dell’undici passai, per quanto mi sembra a me, un gran pericolo, essendo di pattuglia. Io col mio Tenente e altri tre individui, a pochi metri di distanza dal Nemico, dentro una buca di Granata, fu buttata dal Nemico, una Bomba a mano, appoggiandosi, sotto la mia ascella sinistra. Io con sveltezza, la presi e la buttai di nuovo nella Linea Nemica, ma scoppiata contemporaneamente, restarono feriti due Bersaglieri a me vicini e per questo mi fu fatta la promessa della proposta alla Medaglia D’argento, che fù pagata con la sola promessa, forse perché fù distrutto lo scritto contenente la motivazione.

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