La richiesta di prestito
Giusto Bresciani racconta prigionia, fame, famiglia, cibo a Orlovo, Russia il gennaio 1916
Dalla prigionia in Russia, Giusto Bresciani scrive a uno sconosciuto benefattore per chiedergli un aiuto che gli permetta di vivere più dignitosamente.
Orlov 1/16
Onorevole Sig.re
Vorrà perdonarmi se con questa mia oso presentarmi a Lei Egregio Signore onde volesse consedermi il seguente favore.-
Dovrà sapere che in seguito alla dichiarazione di guerra dall'Austria alla Serbia, fui richiamato sotto le armi e destinato quale artigliere alla fortezza di Przemysl distrutta la fortezza addì 22/3/15; da quel giorno mi trovo prigioniero di guerra in Russia.
Qui si vive come tali si riceve cibo pessimo e scarso ossia male specialmente dopo che 3000 circa italiani ed io tra questi si sono inscritti e dichiarati suditi italiani.
Li altri prigionieri possono procurarsi lavoro perciò liberi guadagnano del denaro e vivono meglio, ed a noi italiani il lavoro non è permesso e siamo sorvegliati severamente in attesa della partenza per l'Italia. Quasi tutti siamo privi di moneta. Da Pisino mi fu spedito anche nel mese di agosto Cor. 50- ma neppure oggi non sono in possesso di questo.
Essendo molto più breve e facile la corrispondenza con l'Italia vengo a pregarla gentilmente di essere così buono e caritatevole a voler farmi il favor di voler concedermi a titolo di mutuo l'importo di L. 60 e volermele spedire tellegraficamente al seguente indirizzo […] Beniamin Alesandrovich Orlov Viatka Gubernia Russia
Trovai questo Signore per il motivo che i per i prigionieri è difficile il ricevere denari e privatamente la spedizione è più celere e sicura.
Per ricordarle chi io sono sapendo che a Lei non sarà presente la mia persona, io sono quel tale che mi trovava 3 anni fa in loro compagnia nella di lei tenuta a Lovrin presso Pisino in Istria assieme al Signor Fedele Camus alla caccia. Forse così si ricorderà.
Concedendomi tale prestito con questa mi dichiaro a Lei debitore di tale importo e le prometto la restituzione non appena la pace mi ridonerà alla mia famiglia. Nella speranza ed anzi certezza che la nostra madre Italia col suo preziosissimo sangue vorrà redimerci e che al mio ritorno nella bella Pisino i miei occhi vedranno dispiegata al vento sopra il di Lei castello che da un secolo attende il tricolore nostro e così sia. Nella speranza che tale favore da Lei mi sarà accordato passo a salutarla e ringraziarla antecipatamente augurandole ogni bene. Mi segno di Lei obbligatissimo servitore
Giusto Bresciani
prigioniero di guerra
Orlov
Viatka Gubarnia
Russia
La mia famiglia vive sempre a Pisino e percepisce ancora la mia paga mensile; perciò la prego di non rendere palese il mio nome.