Verso la bella Italia?

Giusto Bresciani racconta irredentismo, prigionia a Kirsanov, Russia il 29 gennaio 1916

Giusto Bresciani è stato catturato dall’esercito russo al termine dell’assedio di Przemysl e condotto a Kirsanov, nella Russia sud-occidentale. Ma il suo sogno, suo e di molti italiani provenienti dai cosiddetti territori irredenti, è quello di raggiungere l’Italia. 

Qui (a Kirsanov, n.d.r.) abbiamo avuto la fortuna di essere stati visitati dal corrispondente del giornale la "Stampa" Onor. Sig. Renzo Larca e dal corrispondente del giornale il Corriere il quale scrisse molto facendo conoscere la triste condizione nella quale si trova [si trovano] in Russia i figli irredenti insistendo presso il R. Governo Italiano per il Nostro rimpatrio. È da notarsi che già nel mese di Giugno 1915 da tutte le città della grande Russia e della Siberia ove si trovavano prigionieri di nazionalità italiana veniva loro chiesto se volevano partire per la bella Italia. Ed in certi luoghi veniva dalle autorità russe detto che si dovrà impugnare le armi contro l'Austria. Ed è perciò che molti e molti rifiutarono e rimasero quali prigionieri. Altri perché dubitavano della vittoria della quadruplice, altri perché fedelissimi austriaci dimenticando il trattamento avuto dal barbaro governo Austriaco.

 

Qui siamo rimasti nell'attesa di partire presto per l'Italia. Si sperava in breve. Si scriveva spesso a Mosca ed a Pietrogrado cioè al Consolato d'Italia ed alla R. Ambasciata a Pietrogrado. Ci veniva risposto pazientate che partirete in breve ed anzi in una lettera ci veniva assicurato che tutti nel mese di settembre saremo in Italia. I giorni ed i mesi passano e si comincia a dubitare quando finalmente un giorno addi' 24 Maggio arrivava a Kirsanov il Sig. Tonelli capitano del R. esercito italiano, il quale portava secco delle stampiglie le quali venivano da noi riempite e posta in calce la nostra firma con la quale si accetava la cittadinanza italiana. 

 

Da allora passarono tre mesi e le speranze diminuivano sempre più con la stagione che avanzava. Si diceva che la via di Arcangelo causa il ghiaccio nel mese di Novembre cessava la navigazione. - Quando nel mese di Luglio veniva la [...] per prontare il trasporti. Venivano composti 3 battaglioni di 1000 uomini e  relativi ufficiali sempre prigionieri. Addì 8 Agosto veniva l'ordine che al 13 Agosto partirà il I e  II battaglione o scaglione e difatti si partì  la domenica del 13 Agosto. - Quando addì 17 Agosto come un fulmine  a ciel sereno veniva ordinato telegraficamente di fermare il trasporto e ricondurlo di nuovo a Kirsanov. - Il nostro scaglione al momento di retrocedere si trovava non più di  di 350 Km lungi da Arcangelo. Si può imaginare con quale stato d'animo fu accolto l'ordine di ritornare a Kirsanov là dove si sapeva come si vive. Si vociferava di una rottura alla macchina del battello col quale si doveva partire, altri dicevano addirittura di una rottura delle pratiche tra il governo russo ed italiano e che non si partirà fino dopo la conclusione della pace la quale da noi tutti ritenuta molto lontana.-

 

Dopo aver viaggiato per otto giorni ed 8 notti si arrivava di nuovo a Kirsanov accolti con gioia dalla popolazione. Con speciale contentezza fumo accolti dalle Signore e Signorine  di questa città le quali simpatizzavano per noi italiani tanto del rango ufficiale che soldati.-

 

Prima, cioè dopo la visita del capitano Tonelli dal comando russo di Kirsanov che dipende dal  "Voiski Nacclnik" fu data una certa libertà e precisamente dalle ore 8 ant. alle 8 pom. Molti approfittando che la cosidetta "povierca" (controllo) non si faceva più alle ore 9  rimanevano fuori tutta la notte, così che  le coppie amorose aumentarono su vasta scala.

 

Dopo l'arrivo si scriveva simpre alla r. Ambasciata che ci dicessero una bella volta la verità se si partirà o meno per l'Italia onde non vivere sempre nella speranza e di potersi rassegnare di fare un III inverno in Russia; e di poter procurare come chi può degli indumenti invernali.

 

Dalla r. Ambasciata ital. a Pietrogrado ci veniva assicurata la partenza. Con tutto ciò si dubitava.

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