I civili cadono di fame

Assedio di Przemysl

Giusto Bresciani racconta combattimenti, cibo, fame, civili a Przemysl, Polonia il 19 marzo 1915

L’assedio dei russi a Przemysl tra il febbraio e il marzo del 1915 si fa sempre più soffocante e le condizioni di vita sono al limite della sopravvivenza. Giusto Bresciani, artigliere dell'esercito asburgico, racconta le scene drammatiche che scorrono davanti ai suoi occhi.

 

I civili cadono di fame non possono comperare nulla si paga tutto a prezzo alto p. e. un uovo Cor. 1.20 un l. di latte Cor. 2.40 una gallina Cor. 20 una vacca da latte Cor. 2400 100 Kg di papate Cor. 120. -100g. di farina Cor. 260 un Kg di caffé tostato ordinario Cor. 8.- un Kg di zucchero Cor. 20.- e poi nel mese di Marzo a nessun prezzo perché non si trova nulla e se qualcuno ha qualcosa tiene nascosto e non si vende che ad un prezzo molto elevato. Il pane 2 porzioni che ci viene conteggiato 34 cent. la porzione fu venduto gli ultimi giorni dell'assedio Cor. 30  2 porzioni una conserva di [...] Cor. 6 una tabella di galeta (Zuicbak) Cor. 4.

 

Dal primo di Marzo fino addì 18 i russi ci mandavano come di solito giornalmente i soliti colpi di canone e le avanguardie scambiavano tra loro all'ora del cambio colpi di fucile.

 

Addì 19 Marzo i nostri facevano una sortita come si vocifera nel numero circa di 70.000-80.000 uomini, e ciò contemporaneamente in tre diverse posizioni. Giunta la notte si vede giungere l'infanteria alle ore 4 1/2 circa del mattino (cadeva la neve già da 3 giorni ed a quest'ora ne cadeva molta e fitta) ed approfittando del tempo le nostre truppe sortivano e si disponevano in linea di fuoco tentando di rompere le file nemiche ma invano perché il nemico nel tempo di tanti mesi si fortificava benissimo.

 

Il fuoco durava 3-4 ore circa ed i nostri venivano respinti con forti perdite e moltissimi prigionieri la maggioranza volontari perché stanchi e stuffi.

 

Gli altri protetti dalle nostre artillerie si ritiravano disordinati.

 

Il nemico ci tempestava tutto il santo giorno con spessissimi e innumerevoli colpi di cannone in tutte le direzioni e se non vi furono nelle nostre batterie molte le vitime si deve ringraziare S. Giuseppe e chi pregava per noi. Addì 20 [marzo 1915] tutta la fortezza riceveva l'ordine di sparare in giornata quasi tutta la munizione lasciando soltanto 30 tiri per canone.

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