L’assedio di Przemysl
Assedio di Przemysl
Giusto Bresciani racconta combattimenti, bombardamenti a Przemysl, Polonia il 25 settembre 1914
Giusto Bresciani, artigliere dell’impero asburgico, è testimone e protagonista di uno degli eventi bellici più significativi della Prima guerra mondiale.
Il nemico si presentava a circa 8-9 kilometri ed addì 18 Settembre parte della nostra Artilleria apriva il fuoco contro il nemico per impedirgli di errigere fortificazioni. Ma il nemico non badava si fortificava e circondava la città fortezza così che eravamo assediati per ben 3 settimane, almeno così ebbi a rilevare da parte di terzi.
Le truppe furono tutte ritirate e vicino però fuori dei reticolati era dei posti ovvero delle sentinelle che facevano la guardia.
Addì 25 settembre il nemico ci mandava i primi colpi dei suoi cannoni mandandoci in regalo le sue pillole d'acciaio. Queste per un po' c'impressionavano, ma poi, continuando i colpi di cannone da ambo le parti, a pocco a poco tutti si abbituava.
In questo tempo il nemico ebbe a scavarsi delle potenti trincee ed in certi punti si forticava tanto ed errigeva reticolati.
Il nemico potente e numeroso nei giorni 4,5,6,7 e 8 apriva il fuoco della sua Artilleria e la nostra corrispondeva al fuoco così veniva impegnato tra l'una e l'altra un potente duello che continuava per ben 5 giorni.
In questa data la fanteria russa forte e numerosa dava niente meno che 7 assalti alla bajonetta contro le nostre fortificazioni. Tutti i sette assalti da noi vecchi soldati respinti furono. Con risolutezza, non pensando nessuno al pericolo e non curandosi delle fuccilate e di innumerevoli esplodenti che con numerosa artilleria il nemico lanciava senza interuzione e che le palle scoppiavano a destra a sinistra avanti indietro e sopra il nostro capo.
Nei giorni 4 e 5 mi trovava al commando del Gruppo quale ordinanza, ed in seguito ai frequenti colpi di cannone il telefono che congiungeva le batterie con il commando i fili venivano spezzati in diversi punti, così il giorno 5 il nemico dava il II assalto al forte No I e non potendo usare il telefono ricevetti un ordine in iscritto nel quale aveniva ordinato il fuoco della batteria obbici da campo No 9 contro il nemico che fiero e numeroso veniva dalla parte di Bikov.
Senza dir verbo accettai l'incarico e di corsa mi recai a portarlo non però senza prima raccomandare l'Anima mia a Dio. Strada facendo trovai la strada ingombrata da alberi sradicati e bucche lavoro eseguito dai colpi incessanti di cannone. Le granate ed i srapnel che scopiavano [scoppiavano] da tutte le parti nel breve tratto di strada che dovevo percorrere furono numerosissimi. Finalmente arrivai sano alla batteria, porsi il messaggio al cadetto che la comandava questo ordinava e veniva subito diretto il fuoco contro il nemico che era a breve distanza.
L'assalto veniva respinto felicemente ed il fuoco cessava a notte.
La sera stessa del 5 settembre il comandante la mia batteria volontario d'un anno sergente Jellinek si presentava al comando del gruppo Bikov chiedendo il mio trasferimento presso la batteria Empl. No 2.
Arrivato nella batteria mi fu dato il No 3 cioè puntatore del cannone No 724 muster 1875, cannone da campo.
Le giornate 4,5,6,7 e 8 il nemico potente e numeroso sotto la protezione dei suoi numerosi cannoni in questi giorni dava ben sette assalti alla bajonetta volendo a tutti patti impossessarsi della piazza forte.
Il settimo ed ultimo assalto era diretto tra il forte 1/2 e 1/3 gruppo Bikov essendo questo gruppo il più debole. Il sottoscritto puntatore sempre in ogni evento pronto al suo cannone apprestava pel primo questo assalto; chiamati i suoi uomini che in no [numero] di cinque si trovavano al riparo essendo la batteria presa di mira dal nemico che incessantemente ci mandava fino 16 cannonate al colpo ed ai continui colpi di fucile che dalle trincee nemiche venivano sparate contro di queste ordinava di caricare il cannone e lasciato partire il primo colpo alla distanza di 700 passi circa spazzava il terreno e l'infanti nemici cadevano uno sopra l'altro. Dato così l'alarme aprivano il fuoco sempre contro gli assalitori i fanti 1/2 e 1/3 nonché la nostra infanteria che si trovava nelle trincee nostre che in catena legano o meglio si trovano in congiunzione da un forte all'altro.
Visto che ogni era inutile i nemico dopo il settimo assalto si ritirava inseguito sempre dai colpi di cannone che dalle nostre fortezze sempre venivano lanciati. Il nemico si ritirava dalle nostre posizioni parecchi kilometri perciò sortivano le nostre truppe così pure l'artilleria [artiglieria] da campo tanto pesante che leggera e questa prendeva posizione per proteggere l'avanzata delle nostre truppe.
L'artilleria nemica di molto ridotta non cessava di cannoneggiare però giornalmente meno cioè fino addì 29. Il giorno 30 questa non ci mandava neppure un colpo, il giorno 31 c'inviava il buon giorno con 2 cannonate l'artilleria cosacca e basta.
Nei 7 assalti il nemico ebbe a perdere 40.000 uomini circa, e si vociferava che il nemico davanti le nostre fortificazioni cioè dal 25/9 al 25/10 ebbe a perdere altri 100.000 uomini senza contare le migliaia di prigionieri e dei cannoni che dalle nostre truppe venivano presi e condotti nella città di Przemysl e poi mandati altrove; a parte piazzati e con questi formate nuove batterie vomitavano sul nemico numerosi ed afficacci colpi.